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Acca in FUGA

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Acca in FugaL'OdV CARS è capofila del progetto di rete Acca in Fuga che il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona finanzia dal 2005. Il servizio garantisce delle opportunità di tempo libero a persone con gravi problemi comportamentali e di autismo che hanno bisogno di essere seguite non da uno ma da due accompagnatori personali per poter partecipare alle attività, ed uno di questi deve essere un operatore professionale. L'altro accompagnatore è un volontario del CARS o di altre OdV che partecipano al progetto.
Solo con questo elevato rapporto di affiancamento, che evidentemente ha un costo elevato, è possibile mettere in fuga l'H di Handicap e consentire anche a queste persone disabili di vivere esperienze normalizzanti.
Nel 2012 stiamo seguendo 15 persone disabili, alcune residenti in famiglia, altre presso comunità residenziali e istituti. I costi del progetto Acca in Fuga sono evidentemente relativi al costo del personale e delle uscite di tempo libero: molte di queste persone disabili non sono nelle condizioni di permettersi una pizza e quindi certamente nemmeno di pagare un accompagnatore professionale.

 


Da qui la raccolta fondi, sempre attiva per aumentare le possibilità del progetto, che consistono nell'aumentare il numero di persone disabili che è possibile seguire all'aumentare delle risorse a disposizione.

La filosofia del servizio Acca in Fuga è quindi di estendere a tutte le persone disabili una serie di opportunità normalizzanti, non riservarle solo a persone con lieve e grave disabilità. In questo senso il progetto ha un momento di promozione della cultura della disabilità nella festa Acca in Fuga.

PROGETTO PROMOZIONALE ACCA IN FUGA PER UNA CULTURA DELLA DISABILITÀ
Le 7 OdV che organizzano questo servizio riconoscono il valore del tempo libero come spazio di crescita individuale e culturale il che si traduce, con la PARTECIPAZIONE delle persone disabili a gite e uscite, nella PREVENZIONE di situazioni di emarginazione e isolamento, contribuendo alla SOLUZIONE di molti problemi, legati anche al sollievo che queste attività determinano per i famigliari che non devono essere lasciati soli ad affrontare i bisogni dei loro congiunti.

Il C.S.V. Centro di Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona, finanzia il progetto di rete Acca in Fuga dal 2005, i SERVIZI SOCIALI DELL'ULSS 20 lo sostengono così come L'ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI E FAMIGLIA DEL COMUNE DI VERONA. Progetto di rete significa moltiplicazione della capacità delle associazioni di produrre servizi proprio grazie alla loro messa in rete, al loro lavoro congiunto. Significa quindi più efficace utilizzo delle risorse perché i servizi prodotti dalla rete sono sempre superiori ai servizi che le singole OdV produrrebbero singolarmente. Il ruolo del CSV è quindi significativo proprio per la tenacia con cui, a partire dal successo del progetto Acca in Fuga, ha promosso e continua a sostenere anche con un recentissimo bando, altri progetti di rete fra diverse OdV. Il servizio Acca in Fuga è stato ideato e viene realizzato da alcune Organizzazioni di Volontariato veronesi, oltre a C.A.R.S. ONLUS (che coordina progetto e servizi), Il Villaggio, l'ANFFAS, La Strada, UILDM, COFHAGRA e Il Paese di Alice assieme all'A.I.A.S. di Verona (Associazione Italiana Assistenza Spastici della Provincia di Verona). Le persone disabili seguite in questi anni sono state oltre 25. Viene loro garantita la possibilità di uscire di casa o dalla struttura di accoglienza dove risiedono per partecipare ad una uscita o ad una attività ricreativa, garantendo al contempo sollievo alla famiglia.

Questo fatto è oggi ancora più prezioso che negli anni scorsi perché la crisi economica ha inevitabilmente colpito anche le persone disabili e le loro famiglie in maniera molto pesante; soprattutto i servizi a loro disposizione si riducono giorno dopo giorno.
Ad esempio alcune risorse che fino a qualche un anno fa permettevano alle persone disabili residenti in strutture protette di accedere ad attività/ambienti di vita diversificati nel corso della giornata (anche solo per "uscire di casa") sembrano oggi esaurite. Sembra che la persona disabile non possa aspirare ad una vita normale, fatta di una casa dignitosa, di un luogo, distinto dalla casa, dove realizzare attività educative ed occupazionali e di un tempo libero grazie al quale uscire ogni tanto per una pizza o per un gelato.

PERCHÉ LA FESTA ACCA IN FUGA?
Le persone con disabilità non hanno bisogno di appuntamenti dedicati e speciali, che finiscono con l'essere ghettizzanti.
Intitolare un appuntamento in via più o meno esclusiva alla disabilità è di fatto un'azione emarginante.
La disabilità non diventa handicap e rimane semplicemente un tratto caratteristico della persona, solo se questa viene vista innanzitutto come persona e non come portatrice di disabilità. Altrimenti tutto di quella persona diventa speciale e quindi differente dal normale. Ogni cosa che queste persone decidano di fare sarà diversa dalla stessa cosa fatta da una persona normale:

  • se uno fa l'attore, la persona disabile fa teatro-terapia;
  • se uno fa equitazione, la persona disabile fa ippo-terapia;
  • se uno fa nuoto, la persona disabile fa idro-terapia;
  • se uno tocca un delfino, la persona disabile fa delfino-terapia
  • se uno coltiva l'orto, la persona disabile fa orto-terapia
  • se uno gioca coi colori, la persona disabile fa cromo-terapia
  • se uno annusa, la persona disabile fa aroma-terapia
  • se uno ascolta musica, la persona disabile fa musico-terapia
  • Se uno si diverte ad una festa, la persona disabile fa inclusione sociale e come minimo deve sottolineare il suo "esserci".

Questo atteggiamento culturale non solo ha stancato, medicalizza sempre e comunque ogni cosa ma non raggiunge affatto il suo obiettivo, anzi allontana il sospirato aumento di inclusione sociale delle persone con disabilità.
Acca in Festa è invece una festa assolutamente normale, aperta a tutti e che attira lo stesso pubblico che è in grado di attirare una sagra di paese, senza alcuna specificità dovuta alla presenza di persone disabili ma anche senza alcun impedimento alla loro partecipazione. È proprio l'impedimento alla partecipazione che limita le persone disabili: infatti, se la persona disabile non autosufficiente è interessata a partecipare ad un evento, uno qualsiasi, è costretta a non potervi partecipare e quindi a limitare la sua inclusione sociale, per tre soli ordini di motivi:

  • se non ha chi la possa accompagnare
  • se ci sono barriere architettoniche che glielo impediscono
  • se non se lo può permettere economicamente

Il che significa che la comunità deve dotarsi rispettivamente di

  • più servizi garantiti alla persona disabile (servizi volontari e non)
  • più rispetto per la mobilità della persona disabile
  • più risorse ad integrazione del reddito della persona disabile.

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