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Soggiorni estivi e invernali

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Premessa: è proprio indispensabile andare in vacanza?
Probabilmente no, ma solo nei casi in cui una persona, disabile o no, non sia costretta a vivere tutta la vita dipendendo da altri, spesso rimanendo tutti i giorni in casa o nella struttura di accoglienza che gli è stata assegnata dai servizi sociali.
In questi casi la persona risulta di fatto prigioniera in casa, è priva di stimoli, la sua autostima è inesistente, non si sente in grado di produrre il minimo cambiamento attorno e sé e questo provoca inevitabilmente un peggioramento della propria condizione psico fisica. Questo, lo consideriamo cinicamente, non fa che aumentare i costi della sua assistenza perchè aumenteranno i comportamenti negativi o aggressivi della persona, che non sentirà comunque di avere alcuna speranza di cambiamento per il futuro. Una serie anche limitata ma garantita di opportunità di tempo libero, che tenga come certi e imprescindibili dei periodi al mare e in montagna risulta assolutamente indispensabile per la salute della persona disabile. Senza contare il sollievo che questo determina nei famigliari, costretti, lo ricordiamo sempre, ad una vita intera di continua assistenza nei confronti del congiunto.

I soggiorni sono di 10 giorni al mare in agosto e di 4 giorni in montagna in dicembre/gennaio. L'affiancamento delle persone disabili è garantito da volontari, quindi il costo della vacanza è determinato dai soli vitto/alloggio nelle strutture alberghiere e dal costo di trasporto, costi di cui devono farsi carico le persone disabili e le loro famiglie. Non per tutti questo è possibile e quindi CARS attiva ogni anno una raccolta fondi per abbattere il costo del soggiorno. Il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona ci fornisce ogni anno un aiuto sostanziale per abbattere il costo della vacanza per quanto riguarda le spese sostenute dai volontari (costo che altrimenti graverebbe quasi per intero sulle persone disabili e sui famigliari) ma lo stesso, senza un ulteriore aiuto, il pagamento di una quota vacanza per una persona disabile, per esempio accolta in strutture protette, risulta impossibile.
Infatti, una persona accolta in una comunità alloggio deve compartecipare al pagamento della retta alberghiera nei confronti del comune di residenza. Questo fa sì che la persona disabile, nella maggior parte dei casi con un reddito di soli 754 euro/mese (determinato dalla somma di pensione di invalidità e indennità di accompagnamento) debba compartecipare con circa 654 euro/mese alla retta alberghiera, ma così facendo gli "restano" circa 100 euro/mese con i quali acquistare il proprio vestiario, parte dei medicinali di cui ha bisogno e affrontare tutti i normali imprevisti che riserva la vita (cambiare gli occhiali, pagare una prestazione professionale ecc ecc), tanto per citare solo l'essenziale. Denari evidentemente insufficienti perché la persona disabile si possa permettere anche delle attività di tempo libero affiancata da un volontario personale, che gli consenta di vivere una vacanza normale. Diciamo "normale" perché una vacanza nella quale il gruppo di persone disabili non sia seguito individualmente (ad esempio 30 persone disabili e 10 accompagnatori) ha dei costi minori ma non è una vacanza, ma un parcheggio.

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